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Conferenza Stampa
 Venerdì 29 Gennaio alle ore 11

presso la sede dell’Unione Culturale “Franco Antonicelli” di Torino in via Cesare Battisti 4

  

Si terrà una conferenza stampa di presentazione della valutazione sul ruolo del Commissario Straordinario di Governo - arch. Paolo Foietta - da parte dei Comuni di Alpignano, Avigliana, Rivalta di Torino, Sant’Ambrogio di Torino e Venaria Reale, contrari al progetto di realizzazione della nuova linea ferroviaria “Torino Lione” e interessati dalla tratta nazionale.

  

L’arch. Foietta è stato indicato a queste Amministrazioni Comunali dal Ministro Delrio come interlocutore per l’avvio di “un tavolo di confronto permanente tra governo, istituzioni e sindaci contrari alla Torino-Lione”.

  

I Comuni intendono mettere in discussione la credibilità e l’operato del Commissario, 

anche alla luce delle risposte ai quesiti che l’Amministrazione Comunale di Rivalta di Torino aveva posto a diversi soggetti istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri e Rete Ferroviaria Italiana) lo scorso 17 novembre 2015.

 

 

Alla conferenza stampa saranno presenti:

- Gianni Da Ronco, sindaco di Alpignano

- Angelo Patrizio, sindaco di Avigliana

- Dario Fracchia, sindaco di Sant’Ambrogio di Torino

- Mauro Marinari, sindaco di Rivalta di Torino

- Roberto Falcone, sindaco di Venaria Reale

- Alcuni dei membri della Commissione Tecnica Torino-Lione

 
8 DICEMBRE 2015
 

8 DICEMBRE 2005 - 8 DICEMBRE 2015

ORA COME ALLORA LA RESISTENZA CONTINUA
IL MOVIMENTO NO TAV

Promuove una manifestazione nazionale

Martedì 8 dicembre da Susa a Venaus

 

Concentrazione alle ore 10 sulla statale n. 24 con partenza dal piazzale del cimitero di Susa

 

 Autobus



Da Rivalta Centro Incontro "Mulino" Piazzale Demichelis" Ore 8,30
Da Rivoli  Piazzale Aldo Moro Ore 8,45

Prenotazioni Vanni Tel. 3395803195  costo minimo 6 Euro  

Programma delle manifestazioni

venerdì 4 dicembre:

- ore 18 apericena al cancello di Chiomonte
- ore 20 cena in Clarea organizzata dall' NPA
- ore 21 passeggiata notturna al cantiere

sabato 5 dicembre:

- ore 14: gita in Clarea partenza campo sportivo di Giaglione
- ore 20: polentata a Venaus
- ore 21.30 proiezione "Immacolata liberazione" - "fermarlo è possibile" - "Venaus revolution"

  • SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink no food)


Inaugurazione mostra disegni Giovanni Russo sempre al polivalente di Venaus che rimarrà aperta fino a martedì 8

 

domenica 6 dicembre


- ore 14: concerto cori popolari
- ore 17: presentazione libro di Dante Alpe: "Viaggio nell Natura. Frammenti di vita in Valle di Susa".
- ore 18: presentazione libro a cura dei Cattolici per la vita della Valle

·        SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink  no food)

- ore 20: pizza "bellavita" condivisa al presidio
 -ore 21.30: "chi c'era racconta": racconti ed emozioni di chi ha vissuto i giorni del Seghino e di Venaus del 2005.

  • SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink  no food)

 

lunedì 7 dicembre

ore 17: Bussoleno salone Don Bunino assemblea di tutti i comitati che si battono per la difesa del territorio. Verrà discussa una proposta da portare avanti a livello nazionale sullo spreco di soldi pubblici per grandi e piccole opere inutili

 

 

 

martedì 8 dicembre
ore 10: corteo Susa-Venaus
a seguire concerto Egin - Polveriera Nobel
munirsi di Stoviglie e Bicchieri

 


 
IL 4-5-6 SETTEMBRE 2015 “SEMINIAMO RESISTENZA”

 SEMINIAMO RESISTENZA

Il 4, 5 e 6 settembre chiamiamo una volta di più a raccolta tutto il popolo NoTav dentro e fuori la Valle di Susa per una 3 giorni di resistenza in difesa della Terra e per lo smantellamento immediato del cantiere Tav di Chiomonte.
Chiamiamo a raccolta tutti coloro che non intendono piegarsi a questa impunita e sfacciata distruzione ambientale e spreco di risorse pubbliche con lo spirito cocciuto dei contadini che difendono la nostra terra ed il frutto del loro lavoro.
Il cantiere Tav in Val Clarea è uno sfregio alla natura perpetrato nel nome degli interessi di pochi e con il solo scopo di creare profitto per le lobby affaristiche e mafiose.
Vogliamo restituire alla natura ed alla popolazione ciò che è stato indebitamente sottratto con la violenza e per questo chiediamo a tutti di partecipare alla manifestazione popolare del 5 settembre a Giaglione, portando sementi e concimi vari, per una semina collettiva attorno e dentro il cantiere. Seminare: un gesto antico come il mondo, semplice ma denso di valori significato.
Le ragioni e lo spirito delle resistenze contadine animeranno tutta la 3 giorni “Seminiamo resistenza” contro le folli logiche del profitto e contro lo sfruttamento senza limiti delle risorse della Terra. La manifestazione del 5 settembre sarà il cuore di una tre giorni di spettacoli teatrali, musica, mercato scambio dei produttori agricoli, cibo e cucina “consapevole” ed un torneo di calcio anti-razzista.
La Valle non è affatto silente e pacificata. Tutti insieme con le generazioni di valsusini che sono nate e cresciute nel segno della lotta No Tav saremo ancora a Venaus ed a Chiomonte per ribadire a modo nostro che quel cantiere di morte e devastazione va chiuso! La Valsusa che vogliamo non è cemento e recinzioni, non è un corridoio di traffico ma una valle viva e verde.

IL 4-5-6 SETTEMBRE NON DELEGARE, PARTECIPA!
“SEMINIAMO RESISTENZA” ANCORA E SEMPRE NO TAV!

«Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai».

Bertrand Russell

Scarica Manifesto


 

 
Luca e le strade che si incrociano
 

Dopo la serata in ricordo di Luca Rastello alla Cavallerizza con le belle parole risuonate nel cielo di Torino vorrei continuare la serata e brevemente, dire qualcosa di Luca che riguarda Rivalta.

A Luca, e agli altri amici di Torino, che durante la guerra balcanica hanno dato vita al Comitato accoglienza profughi della ex Jugoslavia dobbiamo la nascita allora, del Comitato locale.

Sono stati anni speciali in cui si sono messe in moto energie positive di molti rivaltesi in forme diverse. Anni in cui, grazie a Luca e agli altri, abbiamo potuto accogliere presso la Comunità-Famiglie del Filo d’erba una decina di profughi bosniaci, e poi anche croati, in fuga da quel conflitto. Con alcuni di loro continua un’amicizia che è resistita nel tempo pur nei diversi cammini intrapresi.

Con Luca abbiamo fatto due viaggi in Bosnia. In uno in particolare, abbiamo avuto modo di apprezzare la sua straordinaria capacità e determinazione, coadiuvato dall’allora rappresentante dell’UNHCR una grande Alessandra,  nel portare in Italia persone stremate dal conflitto e con vite e famiglie a pezzi. Ricordo in particolare un mattino nebbioso molto presto in un campo profughi nella zona di Karlovac con le persone smarrite che iniziavano un viaggio che li avrebbe portati lontani da casa in una nuova vita. In un altro di quei viaggi, tragici e belli allo stesso tempo che Luca faceva molto spesso in quegli anni, siamo andati a portare un apparecchio medico all’ospedale di Fonica.

Luca l’ho poi incontrato altre volte e su altre strade. Come il 3 luglio di 4 anni fa sulla via che da Chiomonte porta alla centrale del cantiere in Clarea. Lui era a terra stanco per la marcia, i  fumi dei gas lacrimogeni ma anche per la  fatica dovuta alla malattia contro cui combatteva con altrettanta determinazione. Sorridente e ironico come quasi sempre, l’impegno e la lotta era ed è la stessa: contro le “guerre in casa” o lontano da casa ma anche perché abbia più spazio chi vuole proteggere i territori dalle devastazioni di opere inutili o chi vuole una società più accogliente, con meno ingiustizie e disuguaglianze.

Riporto infine,  alcuni brevi stralci dal diario di uno di quei viaggi in Bosnia. Per ricordare Luca ma soprattutto per continuare i nostri, di tutti noi, cammini incrociati anche in questi giorni in cui ricorre l’anniversario dei vent’anni dalla strage di Sebrenica uno tra i  più drammatici e controversi eventi di cui è pieno il nostro tempo.

marzo 1996

Spalato, arrivo h. 8. Finalmente ho saputo che il convoglio del s.Paolo è fatto da 2 Tir di macchinari, lavatrici, macchine lavapavimenti, macchine per raggi ecc. più il latte di Grugliasco e il nostro elettrocardiografo. E’ la prima roba che arriva all’ospedale infantile di Fonica. Mi sono tranquillizzato sulla spedizione anche riguardo il senso che può avere per il comitato di Rivalta. Viaggio di ritorno verso la Bosnia di Amira e i suoi figli, angoscia per quello che si è lasciato in Italia ma anche speranza. “mamma, cosa c’è dopo la Croazia, la Jugoslavia? Chiede la figlia piccola. “no, non c’è più la Jugoslavia, c’è la Bosnia, la Serbia ecc. (…) sosta al bar, occhi lucidi di Almir, i suoi genitori non può vederli, sono a Prjedor in territorio che ora è serbo, neanche possono uscire. I fratelli, uno arruolato a forza dai serbi e se scappa uccidono i genitori, l’altro combatte con per i bosniaci. Atmosfera surreale, musica, fumo, groppo alla gola (…) Travnik, grande città,  bombardata per 3 anni dal monte sopra la città stesso spettacolo. Qui Luca va a salutare Senad un suo amico, in un triste palazzo di 3 piani, tutto rovinato, con immondizia dappertutto e bambini che giocano nello sporco con piccole bambole e tamburi. Tutto un pezzo di collina sopra Travnik è cosparsa di tombe bianche. Erano abitanti di questa che era una bella città. Luca  conosce tutto e tutti e racconta quantità di aneddoti (…). L’ospedale infantile è una struttura fatiscente di 4 piani, all’esterno tutto rovinato, all’interno dignitoso. Ospita circa 260 malati psichiatrici di cui circa 120 bambini, compresi alcuni traumatizzati dalla guerra ma qui, chi non lo è? Figurarsi che quando i Croati sono andati via dopo aver occupato la zona hanno lasciato l’ospedale senza personale, abbandonato per 3 giorni !! (…) in viaggio sul nostro pulmino carichiamo un’altra signora di Sebrenica. E’ mamma di 2 figli, il marito scomparso, spera ancora vivo tra i prigionieri in un campo di concentramento serbo. La signora si sfoga con Almir e Hadira, non ha più lacrime. Racconta del tradimento dell’ONU e della ferocia dei serbi. Nella testa ha sempre l’urlo di un uomo trucidato (…) Sono le 11 è il coprifuoco e noi siamo rientrati nel nostro alloggio di Kakanj.

 

Gianni D’Elia

Rivalta di Torino, 9 luglio 2015

 
A Erri De Luca e non solo
Ti ringraziamo Erri per la tua presenza a Rivalta domenica pomeriggio 15 marzo, anteprima di primavera, con la tua “parola contraria” in un affollato incontro pubblico. Ti ringraziamo per la tua generosità di scrittore e artista che ha dato ulteriore voce e respiro alla lotta NOTAV.
Non è pratica usuale e di questo ti siamo grati. Le tue parole contrarie, vive, consistenti sono state messe sotto accusa. Ma chi istiga alla violenza in questo paese? Chi dovrebbe essere sotto accusa in questo paese oggi, dopo l'ennesimo scandalo che riguarda le opere pubbliche di questo nostro Stato devastato dal malaffare, da chi usa le infrastrutture per portare denari  ai partiti e ai potenti di turno?

Ti ringraziamo Erri per la tua presenza, dopo l'incontro pubblico, al nostro presidio di Rivoli in cui abbiamo trascorso tante notti e tanti giorni, a dire le nostre parole contrarie con la vigilanza, la presenza, la convivialità. Presidio da cui si parte per la condivisione della lotta Valsusina; per loro, per noi, per un'altra idea di sviluppo, di società, di relazioni. Perché la lotta NOTAV non è solo una lotta contro un treno. Ti ringraziamo per la tua presenza discreta e attenta tra un bicchiere di vino e una minestra di fagioli, tra parole sommesse, complici, solidali. Sul banco degli imputati lunedì mattina  c'eri di nuovo tu, ieri e l'altro ieri c'erano altri attivisti del movimento con l'accusa di terrorismo. Ma chi terrorizza davvero la nostra convivenza civile con i furti a spese della sanità, delle scuole, dei servizi all'infanzia? Chi provoca i dissesti del territorio, chi cementifica ogni angolo possibile, chi inquina i territori provocando le peggiori malattie ?

No, noi non ci stiamo e non ci staremo. Non ci possiamo abituare a questo stato di cose. Noi continueremo a cercare le parole contrarie, a contrastare in tanti modi diversi questa ennesima grande opera inutile  e imposta. Continueremo a pensare che sul banco degli imputati ci deve andare chi cerca di corrodere, con le belle e le male parole, gli spazi pubblici di partecipazione e democrazia. E insieme a te Erri riscriviamo alcune parole del tuo libro:

L'utopia non è il traguardo ma il punto di partenza. Si immagina e si vuole realizzare un luogo che non c'è ancora.

La Valsusa si batte dal tempo di una generazione per il motivo opposto: perché il luogo ci sia ancora. Non quello immaginato da chi, pur di  realizzare profitto su uno dei tanti grandi lavori, è indifferente al danno procurato alla salute pubblica. Utopia, e delle peggiori, è l'asservimento di un territorio a una speculazione dichiarata, per meglio abusare, strategica. Le perforazioni e la polverizzazione di giacimenti di amianto fanno inorridire chiunque abbia notizia del guasto micidiale di uno spargimento delle sue fibre tossiche. La mia definizione è: stupro di territorio.

La Val Susa si batte contro il disastro ambientale per scongiurarlo, per non doverlo piangere dopo. Si tratta della più intensa e durevole lotta di prevenzione popolare.

Paga questa sua volontà con una repressione su scala di massa e con la militarizzazione della sua vita civile. Una grande prepotenza pretende di schiacciare le ragioni e i corpi di una piccola vallata. Resistono da una generazione con determinazione commovente. Da commosso ho aderito alle loro ragioni aggiungendo spesso e da molti anni la mia presenza fisica alle loro manifestazioni (…) In Val di Susa il corpo reagisce e ostacola lo scavo degli acari infestanti, dei tarli rosicchianti le montagne.

La resistenza civile produce gli anticorpi necessari (...)

La rima nord e sud, Val di Susa e Lampedusa, riscatta oggi il titolo di cittadini da prepotenze che li vogliono sudditi”.

Ministro di turno Lupi in piedi ! Ing  di sempre Incalza in piedi ! Giurate di dire la verità, sempre la verità niente altro che la verità, dite lo giuro.

 

A sarà dura

 

Coordinamento comitati NOTAV Valsangone e Collina Morenica

 

16 marzo 2015

 
Spot Telegiornale Controsservatorio Valsusa
  
 
 
Torino 21 Febbraio 2015 Manifestazione NOTAV
 
 
Serata con Francesco Guccini e Marco Aime
 
Serata Rivoli 3 Dicembre 2014
 




 
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Diciamo NO

al TAV perché

sarebbe un'opera:



CONTRIBUTO PER LE SPESE LEGALI
DEL MOVIMENTO NO TAV

Per la difesa di attivisti, per le cause e i ricorsi contro le illegalità in delibere, provvedimenti e azioni inerenti la realizzazione della Torino - Lione, i nostri avvocati lavorano gratuitamente, ma i costi legali sono alti.

Per contribuire alle spese legali:

conto corrente postale
001004906838
IBAN
IT22 L076 0101 0000 0100 4906 838
Intestato a
PIETRO DAVY
CEBRARI MARIA CHIARA




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