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11 luglio 2012. In Francia i media francesi squarciano il velo, in Italia è doccia fredda per i supporter del TAV.
Le Figaro titola “L'État va renoncer à des projets de lignes TGV” (http://bit.ly/PMLgB8). 14 i progetti a rischio cancellazione, troppi 260 miliardi di euro per il bilancio statale francese stressato dalla crisi. Hollande, neo presidente pare avere altre priorità.
E soprattutto troppi 12 miliardi di euro per la Torino-Lione visto l’ormai inesorabile calo del traffico merci su questa direttrice. “sfrondare i progetti e concentrarci sulla manutenzione e l'ammodernamento della rete esistente” dice il Ministro del Bilancio francese Jérome Cahuzac a Il Sole 24 Ore (http://24o.it/6vlNU), sembra di sentire un No Tav…
Il Governo Italiano sembra preso alla sprovvista, Virano pare non saperne nulla e corre a “contattare i grand comis d'Oltralpe per cercare di capire la portata di questo progetto di revisione” come ci informa La Stampa (http://bit.ly/MmlMu6). Strano non ne fossero informati. “Già lo scorso 3 luglio il ministro dei Trasporti Frédéric Cuvillier aveva annunciato la decisione di nominare una commissione incaricata di redigere una gerarchia del programma di nuove linee ad alta velocità” dice Il Sole 24 Ore (http://24o.it/6vlNU). I “rumors” da oltralpe si udivano da mesi.
13 luglio. Turbinio di agenzie tra Roma, Parigi e Bruxelles.
Non meglio precisati portavoce di Parigi (citati da Il Corriere) correggono il tiro: non ancora deciso l’abbandono del progetto ma serve “un nuovo accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, in particolare europei” (http://bit.ly/Lha9i2). Traduzione: i soldi non bastano, Italia ed Europa devono mettere di più.
Talmente chiaro che le agenzie battono una netta precisazione da nientepopodimeno che il commissario europeo per i Trasporti, Siim Kallas (http://bit.ly/NzwZW7): “Non possiamo distribuire soldi che non abbiamo. E’ un progetto franco-italiano, e la maggior parte delle risorse economiche deve venire dai due paesi”. Punto a capo.
La bufera impazza, si deve sudare due giorni per riuscire a rimediare qualche rassicurazione in francese. A fornirle non è un ministro ma il presidente di turno della Commissione intergovernativa italo-francese (la CIG) Louis Besson (http://bit.ly/O9IWQx), il quale, esaurite le scuse, può offrire solo il suo speranzoso convincimento “a titre personnel” nelle buone chance di sopravvivenza della Torino-Lione alla scure del bilancio francese.
Un po’ poco per scaldarsi, l’acqua è sempre più fredda.
17 luglio. Il vento rialza il lenzuolo che nascondeva un’altra notizia tempestosa.
Rainer Masera si dimette per “motivi personali” dalla CIG, dove guida la delegazione italiana da oltre dieci anni. Curiosa coincidenza. Altrettanto curiosi dieci giorni di silenzio sul fatto e, ancora di più, la precipitosa comunicazione “postuma” della sua sostituzione con Virano. Che è anche Commissario Straordinario di Governo, anche Presidente dell’Osservatorio Tecnico e ora anche capo-delegazione italiana alla CIG (http://bit.ly/NzwZW7).
Nel frattempo, nella mente di alcuni cittadini italiani (molti più di prima) albergano alcuni dilemmi.
Ma… in Francia non stavano già scavando ? Non era già tutto deciso ?
Ma... quale accordo chiedono i francesi ? Non era già stato firmato ?
Ma… rischiavamo le penali da pagare ai francesi in caso di rinuncia ? Loro no ?
Ma… non era l’Europa a chiederla ? Solo a noi o anche ai francesi ?
Ma... non era già tutto finanziato ? Non pagava l'Europa ?
Ma… perché i francesi temono il peso dei costi sul loro bilancio ? Noi siamo tranquilli ?
Ma… perché i francesi hanno dubbi sui flussi di traffico ? Noi abbiamo previsioni più “ottimistiche” ?
E’ luglio ma sulla Torino-Lione ora si gela. Possibili nevicate autunnali.
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