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CON L'ARTISTA PIERO GILARDI AL CASTELLO DI RIVOLI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Sabato 21 aprile 2012 un gruppo No TAV ha visitato la mostra di Piero Gilardi al Castello di Rivoli con la partecipazione dell'artista, militante da sempre vicino ai movimenti sociali, e di Marisa Meyer che, per l'occasione, ha "indossato" l'albero realizzato da Gilardi e regalato al movimento No TAV.
In "Effetti collaborativi” al Castello di Rivoli, un incontro fra arte e lotte popolari Nino Casciaro (Rivoli) racconta i contenuti della mostra e le emozioni, le preoccupazioni che essa suscita.

  

 



"Effetti collaborativi” al Castello di Rivoli, un incontro fra arte e lotte popolari

Sabato 21 aprile ho partecipato, insieme con un gruppo No TAV, all’incontro presso il Castello con l’artista Piero Gilardi e Marisa Meyer militante storica No TAV.

Sul piazzale del castello lo scambio cordiale di saluti, Marisa “indossa” il castagno realizzato dall’artista, la foto di gruppo. Marisa con il suo sorriso e il bel castagno addosso appaiono un tutt’uno, rappresentano un possibile modo di vivere la natura, non strumentale e aggressivo ma armonioso.

Marisa raffigura il Popolo NOTAV in lotta a difesa della propria valle, consapevole che l’uomo può vivere bene sul Pianeta Terra solo se continuano ad esistere gli altri esseri viventi, vegetali e animali, in un ambiente con sorgenti, ruscelli, fiumi, rocce, montagne, pianure, difeso da opere devastanti.

Piero saluta tutti amichevolmente, per le foto si pone vicino a Marisa le tiene la mano, le sta vicino in modo cordiale; è ammirevole e piacevole vedere un artista di rilievo che si comporta in modo fraterno e semplice con gli altri. Ci parla delle sue attività artistiche con un forte senso del noi, dell’ideazione realizzata insieme con altri artisti, di opere progettate e costruite con gruppi di giovani dei comitati di quartiere e di altre con operai in lotta.

Entriamo nel castello e visitiamo la mostra, Piero ci indica una sua opera degli anni sessanta, sembra una scatola, quando qualcuno le urla vicino “risponde” emettendo forti e variegati fasci di luce. L’artista ricorda che più volte gli esponenti del passato governo hanno dichiarato che l’arte è inutile e la cultura “non si mangia”, di conseguenza giù duri tagli ai fondi destinati alle attività culturali. E questa scatola sembra dar loro ragione. Invece quest’opera racconta che nel 1963 Piero, insieme con altri artisti, intravedeva l’arrivo di macchine che potevano comunicare con l’uomo, lo sviluppo della cibernetica, la diffusione dei robot, i cambiamenti nella produzione e nell’organizzazione del lavoro. Quei cambiamenti furono utilizzati da parte padronale negli anni ’70 anche per contrastare la forte organizzazione operaia allora esistente, per smembrare i gruppi operai organizzati.

Questo dimostra come gli artisti con la loro sensibilità possono anticipare e comunicare trasformazioni importanti, contribuire così in modo attivo al dibattito culturale e alle iniziative di lotta, come Piero ha sempre fatto.

Fa parte della mostra un video che racconta le vicende FIAT e le lotte degli operai degli anni ottanta. Lele, organizzatore dell’incontro e operaio impegnato in quegli anni di lotta, commenta con Piero come vi sia una certa continuità nei contenuti delle lotte. Altri ricordano come da parte FIAT, e non solo, si sosteneva che l’espulsione di tutti gli operai di un certo tipo, critici e politicizzati, fosse la premessa di un sicuro sviluppo dell’azienda con una ricaduta positiva sia in termini occupazionali che salariali. La storia ha dimostrato ben altro: in FIAT, ieri come oggi, così come in Val Susa si vogliono imporre sempre grandi sacrifici nell’immediato per radiose promesse per il futuro, sempre disattese.

Continua la visita, gustiamo le opere, la loro bellezza. Piero continua a raccontarci con preoccupazione di altri grandi cambiamenti oggi possibili, legati allo sviluppo delle biotecnologie. E come non condividere le sue preoccupazioni!

Questa tecnologia presenta potenzialità positive, ma è preoccupante il suo controllo da parte di gruppi legati al profitto o peggio ancora al settore bellico in cui la ricerca del profitto è legata alla produzione di strumenti di morte.

E’ proprio interessante visitare questa mostra "Effetti collaborativi", che è aperta fino al 13 maggio e farsi accompagnare da Piero con i suoi racconti!

Credo sia altrettanto interessante visitare la Val Susa in lotta, incontrare Marisa e gli altri protagonisti di questa lunga battaglia, ascoltarne i racconti e le ragioni, unirsi a loro per pretendere che le scarse e preziose risorse pubbliche siano spese per le urgenti necessità del paese, in sostegno immediato delle attività produttive, della ricerca, dei servizi sociali essenziali, delle opere di tutela del territorio.


Nino Casciaro

Rivoli


 

Diciamo NO

al TAV perché

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